ALTRADIMORA-un luogo di formazione

WP_20140904_004Un posto per noi: ALTRADIMORA

www.altradimora.it

Per incontrarsi, fare formazione, proporre seminari, teatro, presentazioni di libri….

Da tre anni, con il trimestrale femminista Marea, proviamo a costruire e a offrire  momenti di comunità, aperta agli uomini, bambini/e e ragazzi/e nel cuore delle colline del basso Piemonte, a 8 km da Acqui Terme. 

Il posto ha un nome che evoca l’accoglienza (scherzosamente amiamo dire che la nostra è la via accogliente e culinaria al femminismo): si chiama Altradimora  ed è un luogo dove sostare per un giorno, o molti giorni, dove si può anche soggiornare solo per riposare, andare alle terme di Acqui.

 Ma Altradimora è soprattutto un luogo nel quale si fanno incontri, riunioni, seminari, eventi, cercando di recuperare uno spirito di condivisione e autogestione andato perduto  e in voga negli anni ’70, proponendo argomenti di studio e discussione con ottica di genere.

Al Altradimora si può partecipare ad un gruppo di formazione sulla gestione del conflitto, di scrittura delle donne, di storia dei movimenti femministi, di yoga, di cucina vegetariana.

La capienza : d’inverno circa 15 persone a dormire in stanze con bagno nella casa principale, con ampio salone per riunirsi e lavorare; d’estate nella casa principale si arriva a 20/22 posti e c’è anche la dependance con un bagno e circa 15 posti letto in due piani loft.

Con le tende si può stare anche nel prato della casa, e ce ne sono già due per 4 persone a disposizione.

Dal 2009, la rivista Marea ha organizzato cinque appuntamenti seminariali di tre giorni ciascuno ad Altradimora, ospitando circa 50 donne ogni volta su questi argomenti: nel 2009 Il corpo indocile: autodeterminazione nelle scelte della vita e del fine vita; nel 2010 Corpo a corpo: rapporti e conflitti tra generazioni di donne; nel 2011 Tutto su mia madre- luci e ombre dell’essere figlie, madri e non madri, nel 2012 a giugno Prendi i soldi e scappa: denaro, potere, dono, gratuità e a settembre Storia delle donne storia di donne.

Tre le facilitatrici di questi seminari abbiamo avuto Lidia Menapace, partigiana, Erminia Emprin Gilardini e Laura Cima, parlamentari, Rosangela Pesenti, scrittrice e terapeuta, Mina Welby, attivista radicale,  e molte altre (al sito di Marea e a quello di Altradimora sono disponibili tutti i programmi).

In tutte queste occasioni sono stati registrati gli interventi e messi on line su www.radiodelledonne.org e poi realizzati numeri speciali della rivista.

Da gennaio 2012 proviamo a proporre ogni mese fino a giugno due o tre seminari nei week end, uno sul percorso dei diritti costruiti dai movimenti delle donne e l’altro sul conflitto.

Anno di svolta, il 2012 per Altradimora: ci eravamo promesse, dopo il 2011 sfiancante per l’organizzazione del decennale di Punto G, di trascorrere un 2012 di tutto riposo, quando invece questo bisestile si è rivelato l’anno del raddoppio.

Non solo il seminario tradizionale (ormai dal 2009) a settembre, ma anche quello di giugno, dedicato all’economia, con un titolo assai complesso (Prendi i soldi e scappa: denaro, potere, dono, gratuità) con conseguente numero di Marea dedicato.

Due appuntamenti, per di più ravvicinati nel tempo: quindi organizzazione, messa a punto del programma, anteprime in radiodelledonne.org e successive programmazioni audio/video/foto degli interventi di facilitazione, carrelli pieni di spesa al super, preparazione di letti, pulizia, cibo e accoglienza, tutto raddoppiato, altro che riposo.

E anche doppia soddisfazione, comunque. Un bilancio, dunque, molto positivo, anche perché le presenze continuano a lievitare e le facce a cambiare, le generazioni a mescolarsi, il dibattito (e il conflitto costruttivo) crescono.

Entrando nel quinto anno da quando Altradimora e l’idea di  Officina dei saperi femministi (così si chiama il soggetto che propone i seminari) sono germogliate penso che il problema non ancora risolto sia quello, annoso e condiviso dalla maggior parte dei luoghi di donne, della povertà delle risorse economiche, a fronte, al contrario, della ricchezza delle idee e dei progetti che abbiamo.

Il tentativo di partecipare a bandi regionali o nazionali per accedere a finanziamenti è fin qui stato fallimentare, in parte perché i bandi sono complessi e i titoli richiesti sono un vero percorso di guerra, perché il tempo da dedicare alle questioni tecnico burocratiche è enorme, perché siamo poche a potercisi dedicare e in molte ad essere povere e quindi diventano farraginose le ricerche di partenariato: molte relazioni sia personali che politiche tra gruppi e singole si infrangono, in tempi di penuria, quando si tratta di dividersi la scarsa economia disponibile, e questo è uno dei punti (dolorosi e sui quali la reticenza è altissima) sul tema del denaro che ancora non siamo riuscite a dipanare.

Resta il fatto che Altradimora è una scommessa sul futuro in tempi presenti di buio e di povertà: quello che accade ogni volta che ci incontriamo, mi pare, è il segno che l’offerta di luoghi non rituali e preconfezionati di scambio ed elaborazione, unitamente poi al fatto di tesaurizzare ciò che accade lì e renderlo disponibile con la rivista e la radio, è ancora un bisogno reale di molte, e una opportunità anche per donne di età diverse che non hanno alle spalle una formazione femminista o politica di lunga data.

Senza voler essere un luogo decisionale né una sede dove esiste una linea dettata da questo o da quel gruppo Altradimora e la sua Officina  stanno diventando, si è detto più volte ai seminari in questi anni, un appuntamento e un luogo che scandisce tappe e segna, individualmente e collettivamente, l’esperienza politica femminista di tutte coloro che ci si avvicinano. Non è poco, continuiamo a tenerci strette. www.altradimora.it